Fisco e Contabilità

Strumenti utili alla pianificazione fiscale

Indice della guida

Molti imprenditori non conoscono le agevolazioni e gli strumenti che possono alleggerire il carico fiscale e finanziario dell'impresa. Questa guida raccoglie alcune soluzioni pratiche — con requisiti e modalità di applicazione — utili sia a chi già gestisce un'attività sia a chi sta valutando di avviarne una.

Regime forfettario

Quando i requisiti lo consentono, l'adozione del regime forfettario è una delle scelte più efficaci per ridurre il carico fiscale. Il regime si applica alle sole persone fisiche che esercitano un'impresa, un'arte o una professione (sono quindi escluse le società).

Vi si accede se nell'anno precedente, congiuntamente, i ricavi o compensi non hanno superato 85.000 euro (sommando gli importi in caso di più codici ATECO) e le spese per lavoro dipendente e collaboratori non hanno superato 20.000 euro lordi.

Il reddito si determina applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l'attività; dal reddito si deducono i contributi previdenziali obbligatori. Sul risultato si applica un'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni in caso di nuova attività (al ricorrere dei requisiti previsti). Le cause di esclusione sono approfondite nella guida dedicata al regime forfettario.

Tra le semplificazioni: niente addebito né detrazione dell'IVA, esonero dalle liquidazioni e dalla dichiarazione IVA, esclusione dagli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e dall'applicazione della ritenuta d'acconto sui compensi. Restano fermi la certificazione dei corrispettivi, la conservazione delle fatture e — dal 1° gennaio 2024 — l'obbligo di fatturazione elettronica.

Auto in uso promiscuo ai dipendenti

Concedere un'autovettura in uso promiscuo a un dipendente per la maggior parte del periodo d'imposta consente all'impresa una deducibilità dei relativi costi pari al 70%, senza applicazione dei limiti al costo fiscale previsti per i veicoli aziendali in genere (art. 164 TUIR).

L'uso promiscuo — utilizzo del veicolo sia a fini aziendali sia personali — deve risultare da idonea documentazione, ad esempio:

  • una clausola del contratto di lavoro;
  • una scrittura privata avente data certa;
  • un apposito verbale del Consiglio di Amministrazione.

Il veicolo si considera dato in uso promiscuo per la maggior parte del periodo d'imposta se utilizzato dal dipendente per più della metà dei giorni che lo compongono; non è necessario che l'uso sia continuativo né che il veicolo sia utilizzato da un solo dipendente. Anche le spese di carburante seguono la deducibilità del 70%, se pagate con strumenti tracciabili. Ai fini IVA, a fronte di un corrispettivo specifico, l'imposta sull'acquisto e sui costi di gestione è integralmente detraibile.

Rimborsi spese a piè di lista per gli amministratori

Il rimborso delle spese agli amministratori è una pratica diffusa e fiscalmente vantaggiosa. Riguarda di norma amministratori che non esercitano il ruolo in forma professionale (privi di partita IVA per tale incarico).

Con il rimborso a piè di lista (analitico), le spese di trasporto, vitto e alloggio documentate sono escluse dal reddito dell'amministratore. Si parla di trasferta quando l'incarico è svolto fuori dal Comune in cui si trova la sede; per gli amministratori, in assenza di indicazione nel mandato, si fa riferimento al luogo di residenza o domicilio fiscale. Tutte le spese devono essere analiticamente documentate.

Per la società, i rimborsi di vitto e alloggio sono deducibili entro 180,76 euro al giorno per le trasferte in Italia e 258,23 euro per quelle all'estero. Le indennità chilometriche sono deducibili nei limiti previsti dall'art. 95 TUIR (auto fino a 17 cavalli fiscali, o 20 se diesel). I rimborsi di altre spese non documentate (es. parcheggio, lavanderia) sono esclusi dal reddito entro 15,49 euro al giorno in Italia e 25,82 euro all'estero.

Recupero delle accise sui carburanti

Nel settore dell'autotrasporto di merci o persone con veicoli di massa pari o superiore a 7,5 tonnellate e categoria Euro 3 o superiore è possibile recuperare parte dei costi del carburante.

Possono accedere al beneficio, tra gli altri, le imprese iscritte all'albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto terzi, quelle con licenza per il trasporto in conto proprio e gli enti o le imprese che esercitano il trasporto di persone in servizio pubblico. Il beneficio non spetta per i veicoli di categoria ambientale più datata o di massa inferiore a 7,5 tonnellate.

La domanda si presenta entro il mese successivo a ciascun trimestre, in via telematica tramite i servizi dell'Agenzia delle Dogane, allegando copia delle fatture di acquisto del gasolio (con targa e litri per ciascun veicolo) e dei libretti di circolazione. Accolta la domanda, il credito può essere compensato con modello F24 (codice tributo 6740) o chiesto a rimborso.

Leasing

Il leasing consente di utilizzare beni mobili o immobili a fronte del pagamento di canoni periodici, con facoltà di riscatto a un prezzo predeterminato. Rispetto al finanziamento bancario tradizionale offre tempi di istruttoria rapidi, copertura dell'intero costo del bene (IVA compresa) e flessibilità su durata e canoni.

A differenza dell'acquisto diretto, permette di avere subito la disponibilità del bene senza un esborso unico, di frazionare l'IVA lungo la durata del contratto e di dedurre i canoni in un arco temporale di norma più breve rispetto all'ammortamento. Fino all'eventuale riscatto, inoltre, la proprietà resta alla società di leasing.

Trattamento di fine mandato (TFM)

Il trattamento di fine mandato è l'indennità corrisposta dalla società agli amministratori al termine dell'incarico. Pur privo di una disciplina civilistica specifica, è regolato liberamente nell'accordo tra società e amministratore.

Se il diritto al trattamento è fissato con atto avente data certa anteriore all'inizio del rapporto, la società può dedurre il relativo accantonamento per competenza (art. 105 TUIR, nel limite della quota maturata in ciascun esercizio) e l'amministratore può beneficiare della tassazione separata (art. 17 TUIR). Ne derivano due vantaggi: la società deduce il costo nell'anno di accantonamento e l'amministratore subisce una tassazione agevolata nell'anno di erogazione.

Royalties e valorizzazione dei marchi

La registrazione di un marchio tutela l'impresa dalla concorrenza e ne consente lo sfruttamento economico, anche tramite concessione in licenza a terzi. La registrazione ha validità decennale ed è rinnovabile alla scadenza.

Il titolare può cedere i diritti di sfruttamento economico del marchio o del brevetto in cambio di royalties. Sul piano fiscale i canoni derivanti dallo sfruttamento del diritto d'autore beneficiano di una deduzione forfetaria del 25%: su 1.000 euro di royalties, ad esempio, la tassazione si applica su 750 euro. Per una persona fisica, l'imposizione effettiva IRPEF può così risultare ridotta.

Rimborso chilometrico agli amministratori

L'amministratore ha diritto al rimborso delle spese sostenute per l'incarico, indipendentemente dal fatto che percepisca un compenso. Tra queste rientra il rimborso chilometrico per l'uso del veicolo personale nelle trasferte per conto della società.

L'importo si determina sulla base delle tabelle ACI, che per ogni tipo di veicolo e alimentazione indicano il costo chilometrico. Per la società il costo è deducibile, parametrato alla potenza del veicolo (entro 17 o 20 cavalli fiscali a seconda dell'alimentazione); per l'amministratore il rimborso è esente. Le somme devono comunque transitare dal Libro unico del lavoro e l'inerenza va certificata con nota spese sottoscritta, con indicazione dei giorni di trasferta e dei chilometri percorsi.

Distribuzione di dividendi

In alternativa al compenso amministratore, l'assemblea di una SRL può remunerare i soci distribuendo gli utili risultanti dal bilancio approvato. Presupposto è che l'esercizio si chiuda in utile.

I dividendi percepiti dai soci sono redditi di capitale, non soggetti a contribuzione previdenziale, e scontano una ritenuta a titolo d'imposta del 26%, a prescindere dalla quota di partecipazione. Il compenso amministratore, invece, è interamente deducibile per la società ma sconta l'IRPEF progressiva e i contributi INPS alla Gestione Separata. Le due leve vanno bilanciate: spesso conviene contenere il compenso e distribuire una quota maggiore di utile come dividendo.

Va inoltre considerato che il dividendo è incassato dai soci nell'anno successivo alla maturazione e solo in presenza di utili, e che — se il socio è a sua volta una società di capitali — l'utile distribuito beneficia di una detassazione del 95%.

Conclusioni

Queste sono solo alcune delle strategie applicabili per ottimizzare il carico fiscale. La scelta degli strumenti più adatti va sempre valutata caso per caso: lo studio affianca l'imprenditore nell'individuare e applicare le soluzioni più vantaggiose per la propria attività.

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Nota informativa. Questo contenuto ha finalità divulgativa e non sostituisce una consulenza professionale. La normativa fiscale e societaria è soggetta a frequenti aggiornamenti: verifica sempre le disposizioni vigenti o contattaci per una valutazione del tuo caso specifico.

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