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Recesso ed esclusione del socio: guida completa
Il recesso e l'esclusione sono le due vie di uscita del socio dalla SRL senza cedere la quota a terzi: nel primo caso è il socio a decidere di uscire, nel secondo è la società ad allontanarlo. Entrambe seguono regole precise su cause e liquidazione.
Il recesso: quando il socio può uscire
L'articolo 2473 del codice civile riconosce al socio il diritto di recedere nei casi previsti dall'atto costitutivo e, in ogni caso, quando la società decide operazioni che cambiano in modo rilevante le condizioni dell'investimento:
- cambiamento significativo dell'oggetto sociale o del tipo di società;
- fusione o scissione;
- revoca dello stato di liquidazione;
- trasferimento della sede all'estero;
- eliminazione di una o più cause di recesso previste dallo statuto;
- compimento di operazioni che modificano sostanzialmente l'oggetto o i diritti particolari attribuiti al socio.
Il recesso nelle società a tempo indeterminato
Se la società è costituita a tempo indeterminato, il socio può recedere in qualsiasi momento e senza motivazione, con un preavviso di almeno 180 giorni, che lo statuto può allungare fino a un anno. La giurisprudenza tende ad applicare la stessa regola alle società con durata fissata in un termine talmente lontano da superare ogni ragionevole orizzonte della vita dei soci.
Come si esercita il recesso
La legge non disciplina nel dettaglio le modalità: è lo statuto a stabilire termini e forme. In mancanza, la prassi richiede una comunicazione scritta agli amministratori, preferibilmente con raccomandata o PEC, entro un termine ragionevole dalla decisione che legittima l'uscita. Il recesso non può essere esercitato, e se esercitato perde efficacia, se la società revoca la delibera che lo ha provocato o delibera lo scioglimento.
La liquidazione della quota al socio receduto
Il socio che recede ha diritto al rimborso della propria partecipazione in proporzione al valore di mercato del patrimonio sociale al momento del recesso, determinato tenendo conto anche dell'avviamento: non il mero valore contabile. In caso di disaccordo, la valutazione è affidata a un esperto nominato dal tribunale.
Il rimborso deve avvenire entro 180 giorni dalla comunicazione del recesso e può essere eseguito in tre modi, in ordine di preferenza: acquisto della quota da parte degli altri soci o di un terzo da loro individuato, utilizzo di riserve disponibili della società, riduzione del capitale sociale. Se la riduzione del capitale non è possibile per l'opposizione dei creditori, la società si scioglie.
L'esclusione del socio
L'articolo 2473-bis consente allo statuto di prevedere specifiche ipotesi di esclusione del socio per giusta causa. Senza una clausola statutaria, l'esclusione non è possibile: la previsione va costruita in sede di costituzione o introdotta con modifica statutaria.
Le clausole tipiche riguardano inadempimenti gravi del socio verso la società, il venir meno di requisiti personali essenziali (per esempio l'iscrizione a un albo), comportamenti concorrenziali, la perdita di autorizzazioni necessarie. Le cause devono essere specifiche: clausole generiche rischiano la nullità.
Per la liquidazione della quota al socio escluso valgono le stesse regole del recesso, con un limite: non è ammessa la riduzione del capitale sociale. Se la quota non può essere liquidata con acquisto da parte di soci o terzi o con riserve disponibili, l'esclusione perde efficacia.
Il socio moroso
Dall'esclusione per giusta causa va distinta la vendita forzata della quota del socio che non esegue i conferimenti dovuti, disciplinata dall'articolo 2466: gli amministratori diffidano il socio moroso e, in mancanza, possono vendere la quota agli altri soci o, se lo statuto lo consente, a terzi, fino alla riduzione del capitale come ultima soluzione.
Perché lo statuto fa la differenza
Recesso ed esclusione mostrano quanto contino le clausole statutarie nella SRL: cause aggiuntive di recesso, criteri di valutazione della quota, ipotesi di esclusione e procedure dedicate possono prevenire conflitti lunghi e costosi. Una revisione periodica dello statuto, soprattutto nelle società familiari e tra ex soci operativi, è un investimento in tranquillità.