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Aumento di capitale gratuito

Indice della guida

L'aumento di capitale gratuito: guida pratica

L'aumento di capitale gratuito — detto anche nominale — consiste nell'incremento del capitale sociale mediante l'imputazione a capitale di valori già presenti nel patrimonio della società. A differenza dell'aumento a pagamento, non comporta nuovi conferimenti né una variazione del patrimonio sociale: non si aggiunge capitale dall'esterno, ma si utilizzano valori già iscritti in bilancio.

Rispetto all'aumento a pagamento, la procedura è più snella: l'aumento è immediatamente efficace e si esaurisce in un unico momento, senza i problemi connessi alla sottoscrizione e alla successiva modifica della clausola statutaria sul valore del capitale.

Come funziona

Ai sensi dell'articolo 2442, primo comma, del codice civile, l'assemblea può aumentare il capitale imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio, in quanto disponibili.

La legge richiede due condizioni: che l'aumento avvenga mediante poste già iscritte in bilancio — restano esclusi gli utili di esercizio, che devono prima essere accantonati a riserva — e che tali poste siano disponibili.

Prima di procedere, la giurisprudenza ritiene necessario verificare la situazione patrimoniale della società. La situazione deve essere aggiornata a non oltre 120 giorni; trascorso tale termine, gli amministratori redigono una situazione patrimoniale ad hoc, da allegare al verbale dell'assemblea che delibera la modifica statutaria.

Le riserve di capitale

Le riserve sono valori dell'attivo patrimoniale che eccedono il capitale nominale e che, anziché essere assegnati ai soci, vengono accantonati a beneficio della società. Servono, ad esempio, a procurare mezzi finanziari senza ricorrere a finanziamenti esterni, o a salvaguardare il capitale sociale in caso di esercizi in perdita.

Le riserve si distinguono in: obbligatorie o facoltative, a seconda che la loro costituzione sia imposta dalla legge o dallo statuto; distribuibili o non distribuibili ai soci; disponibili o indisponibili ai fini dell'aumento del capitale; generiche o con destinazione specifica.

Gli altri fondi iscritti in bilancio sono accantonamenti diversi dalle riserve, diretti a soddisfare specifiche esigenze societarie, non derivanti dal reddito e iscritti tra le passività dello stato patrimoniale a cura degli amministratori.

L'efficacia immediata

A differenza dell'aumento a pagamento, l'aumento gratuito ha efficacia immediata: non esistono due momenti distinti — deliberazione e sottoscrizione — ma un'unica fase. L'aumento viene deliberato ed è immediatamente esecutivo, senza necessità di una fase di esecuzione.

La riserva legale

Ai sensi dell'articolo 2430 del codice civile, dagli utili netti annuali deve essere dedotta una somma pari almeno a un ventesimo, per costituire la riserva legale, fino al raggiungimento del quinto del capitale sociale. Si tratta di una riserva obbligatoria e non distribuibile.

La dottrina prevalente esclude che la riserva legale possa essere utilizzata per l'aumento gratuito, poiché la sua funzione è salvaguardare il capitale sociale e garantirne la stabilità. È invece imputabile a capitale l'eccedenza accantonata oltre la quota obbligatoria, qualora destinata a nuova riserva.

Le riserve statutarie

Sono costituite per espressa previsione dello statuto, ad esempio mediante una clausola che destina a riserva una percentuale degli utili per un certo numero di esercizi. Sono riserve obbligatorie e di norma non distribuibili, ma la loro indistribuibilità può essere derogata dall'assemblea straordinaria che modifichi lo statuto.

Ai fini dell'aumento gratuito, tali riserve sono considerate disponibili. Se avevano una destinazione specifica, questa può essere modificata dall'assemblea straordinaria, anche implicitamente, mediante la delibera di aumento e l'imputazione a capitale.

Le riserve facoltative

Sono introdotte dall'assemblea ordinaria in sede di approvazione del bilancio, per accantonare una quota di utili. Non discendono da un obbligo di legge o di statuto e possono essere distribuite ai soci negli esercizi successivi. Possono essere utilizzate per l'aumento gratuito, anche se in precedenza destinate ad altro scopo, mediante modifica della destinazione da parte dell'organo che le ha istituite.

La riserva da sovrapprezzo

Ai sensi dell'articolo 2431 del codice civile, le somme percepite per l'emissione di azioni a un prezzo superiore al valore nominale non possono essere distribuite finché la riserva legale non abbia raggiunto il limite di legge. Secondo la dottrina prevalente, tuttavia, la riserva da sovrapprezzo è considerata disponibile per l'aumento gratuito di capitale anche prima che la riserva legale sia integralmente costituita.

Altre riserve

Sono imputabili a capitale anche le riserve da rivalutazione — derivanti dalla rivalutazione dei beni iscritti in bilancio secondo leggi speciali — nonché le riserve derivanti da operazioni sul capitale e quelle da azioni proprie in portafoglio.

I versamenti dei soci

Possono essere utilizzati per l'aumento gratuito i versamenti in conto capitale effettuati dai soci, in quanto somme disponibili iscritte in bilancio, eseguite senza vincolo di destinazione né obbligo di restituzione.

Non sono invece imputabili a capitale i finanziamenti dei soci, che costituiscono debiti della società verso gli stessi. Restano esclusi anche i versamenti a fondo perduto, finalizzati alla copertura di perdite, e i versamenti in conto futuro aumento di capitale, che non costituiscono riserve.

Le modalità di attuazione

L'aumento gratuito può attuarsi in due modi. Con emissione di nuove azioni o quote: ai sensi dell'articolo 2442, secondo comma, le nuove azioni devono avere le stesse caratteristiche di quelle in circolazione ed essere assegnate gratuitamente ai soci in proporzione a quelle già possedute, nel rispetto della parità di trattamento. L'assegnazione non proporzionale è ammessa solo con il consenso unanime dei soci.

In alternativa, ai sensi del terzo comma dell'articolo 2442, l'aumento può attuarsi mediante incremento del valore nominale delle azioni in circolazione.

Si segnala infine la figura dell'aumento misto, in cui l'operazione avviene in parte gratuitamente e in parte a pagamento: è legittima quando si delibera prima l'aumento gratuito e poi quello oneroso.

Nota informativa. Questo contenuto ha finalità divulgativa e non sostituisce una consulenza professionale. La normativa fiscale e societaria è soggetta a frequenti aggiornamenti: verifica sempre le disposizioni vigenti o contattaci per una valutazione del tuo caso specifico.

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