Indice della guida
- La distribuzione degli utili ai soci: guida completa
- Quando si possono distribuire gli utili
- La riserva legale
- La delibera di distribuzione
- La tassazione dei dividendi per le persone fisiche
- La tassazione dei dividendi per le società
- Utile distribuito o utile trattenuto
- Gli acconti sugli utili
- Errori da evitare
La distribuzione degli utili ai soci: guida completa
La distribuzione degli utili è il momento in cui il risultato della SRL si trasforma in reddito per i soci. Richiede una delibera assembleare, il rispetto di alcuni vincoli civilistici e una valutazione fiscale attenta.
Quando si possono distribuire gli utili
Gli utili possono essere distribuiti solo dopo l'approvazione del bilancio d'esercizio da parte dell'assemblea dei soci. È la stessa assemblea che, approvato il bilancio, decide la destinazione del risultato: distribuzione, accantonamento a riserva o copertura di perdite precedenti.
Non è possibile distribuire utili se non risultano da un bilancio regolarmente approvato, né distribuire somme che intaccherebbero il capitale sociale. Se in passato si sono registrate perdite che hanno ridotto il capitale, gli utili devono prima essere destinati a reintegrarlo.
La riserva legale
Prima di qualsiasi distribuzione, l'articolo 2430 del codice civile impone di accantonare a riserva legale almeno il 5% dell'utile annuale, finché la riserva non ha raggiunto il quinto del capitale sociale. Per le SRL con capitale inferiore a 10.000 euro vale una regola più severa: l'accantonamento è di un quinto dell'utile annuo, finché capitale e riserva insieme non raggiungono i 10.000 euro.
La delibera di distribuzione
La decisione spetta ai soci e si assume di regola con il voto favorevole della maggioranza prevista dallo statuto. La delibera indica l'importo distribuito e i tempi di pagamento. In assenza di diversa previsione, gli utili spettano ai soci in proporzione alle rispettive quote di partecipazione; lo statuto può tuttavia prevedere diritti particolari nella distribuzione, tipici delle SRL.
La tassazione dei dividendi per le persone fisiche
Per il socio persona fisica che detiene la partecipazione al di fuori del regime d'impresa, il dividendo sconta una ritenuta a titolo d'imposta del 26%, applicata dalla società al momento del pagamento. La tassazione è definitiva: il dividendo non confluisce nel reddito complessivo IRPEF e non sconta addizionali.
Questo regime vale oggi sia per le partecipazioni qualificate sia per quelle non qualificate, dopo che la riforma del 2018 ha unificato il trattamento.
La tassazione dei dividendi per le società
Se il socio è una società di capitali, il dividendo concorre al reddito IRES solo per il 5%: l'imposizione effettiva è dell'1,2% circa. È la ragione per cui i gruppi societari e le holding di famiglia riescono a far circolare gli utili tra società con un carico fiscale contenuto, rinviando la tassazione piena al momento in cui le somme raggiungono le persone fisiche.
Utile distribuito o utile trattenuto
Distribuire tutto l'utile non è sempre la scelta migliore. L'utile trattenuto rafforza il patrimonio della società, migliora i ratio per l'accesso al credito e può finanziare investimenti; quello distribuito sconta subito il 26% in capo ai soci. La scelta va calibrata su fabbisogni personali dei soci, programmi di investimento e leva fiscale complessiva, considerando anche l'alternativa del compenso amministratore, che segue regole completamente diverse.
Gli acconti sugli utili
Nelle SRL la distribuzione di acconti sui dividendi in corso d'esercizio è ammessa solo in casi ristretti e non è prassi consigliabile: la regola è distribuire utili risultanti da un bilancio approvato. Distribuzioni irregolari espongono gli amministratori a responsabilità e, in caso di perdite successive, all'obbligo di restituzione nei limiti previsti dalla legge.
Errori da evitare
- distribuire utili senza delibera o sulla base di situazioni contabili provvisorie;
- dimenticare l'accantonamento a riserva legale prima del riparto;
- prelevare somme dal conto della società senza titolo: il prelievo non deliberato non è un dividendo e genera contestazioni fiscali;
- ignorare l'effetto della distribuzione sulla liquidità necessaria per imposte e investimenti dei mesi successivi.